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Coronavirus imprese
26 Mar 2020

I 3 punti da cui ogni IMPRENDITORE dovrebbe ripartire per affrontare la CRISI economica da COVID19

I 3 punti da cui ogni IMPRENDITORE dovrebbe ripartire per affrontare la CRISI economica da COVID19

Come tutti sappiamo la crisi sanitaria da Covid19 si è trasformata da subito in una crisi economica. Il problema: rispetto ad una crisi economica tradizionale che arriva più lentamente e richiede una minore velocità di reazione, la crisi economica derivata dal Covid19, sta avendo un impatto forte e immediato sullo stato di salute delle imprese. Non possiamo prevedere quanto durerà se qualche settimana o addirittura mesi, gli strascichi saranno comunque importanti e bisogna quindi correre subito ai ripari.

Un’azienda è come un organismo vivente e come tale alcuni aspetti possono essere vitali. In questa emergenza l’azienda va subito protetta con misure adeguate. Non ci sono ricette valide per tutti, dipende dalle dimensioni e dal settore in cui si opera, tuttavia rimanere immobili aspettando che la questione si sistemi, non farà certo il bene per l’azienda.

Cosa fare? Ogni imprenditore deve porsi subito il problema di come affrontare le prossime settimane e i prossimi mesi: mettersi a tavolino, approfittando del rallentamento operativo, per studiare e programmare i passi da fare per ridurre al minimo i pericoli indotti dalla crisi Covid19.

Ragionando sugli elementi vitali di un impresa ho voluto rimarcare tre punti su cui ogni imprenditore dovrebbe fare una sana riflessione

1. Liquidità prima di ogni cosa 

 

In questa fase diventa prioritario poter contare sulla liquidità.

Di seguito, alcune attività da mettere in campo subito, in alcuni casi forse banali, ma utilissimi allo scopo:

  1.  Pianificare una previsione delle riscossioni sui crediti esigibili, dando priorità a quei clienti che nonostante il COVID19 stanno continuando a lavorare;
  2. Concludere velocemente i lavori in corso che sta tenendo in sospeso fatturazioni verso clienti;
  3. Negoziare con i fornitori termini di pagamento più lunghi;
  4. Rivedere velocemente e costantemente la pianificazione dei flussi di cassa in entrata ed in uscita per prevenire eventuali stress di liquidità;
  5. Sentire la propria banca e/o l’associazione di categoria per conoscere le misure più adeguate in previsione delle rate di mutui in scadenza e dell’esigenza di nuova liquidità. Il DPCM ha previsto per le imprese sia la moratoria dei prestiti in corso che l’estensione di garanzia per il Medio Credito Centrale su nuova liquidità. In ogni caso è preferibile relazionarsi con le proprie banche di riferimento e soprattutto capire cosa serve realmente all’azienda.

2. Non fermare il Marketing e la Comunicazione

Assolutamente la comunicazione con l’esterno non va sospesa, ma bisogna mantenere una comunicazione trasparente e veritiera sullo stato di salute della propria azienda nei confronti di clienti, dei fornitori, dei dipendenti e delle banche. La comunicazione di Marketing, per essere coerenti al momento, deve essere non invasiva e soprattutto di supporto nei confronti dei clienti. Non comunicare in questo momento significherebbe essere fuori dai giochi e questo porterebbe altrove l’attenzione dei clienti oltre che aumentare le preoccupazioni verso chi, in periodi non sospetti, ci ha dato fiducia.

3. Rivalutare i KPI e il proprio Modello di Business

 

Il calo del fatturato più o meno marcato, rispetto al settore in cui si opera, influenzerà in maniera negativa la marginalità proveniente dalla gestione tipica aziendale. I costi fissi relativi al personale dipendente, alle spese
generali e strutturali generalmente supportato in periodi di ordinarietà dovrà essere rivisto alla luce delle nuove esigenze. In questa fase è fondamentale per gli imprenditori comprendere il reale impatto che la crisi da COVID19 avrà sul Budget dei Ricavi, sul Punto di Pareggio e sul surplus in termini di risorse umane e asset produttivi e commerciali. Nella previsione che non tutte le aziende, soprattutto quelle piccole, sono dotate di un CONTROLLO di GESTIONE puntuale, spetta agli imprenditori farsi il proprio esame di coscienza e comprendere cosa tagliare e come ridurre gli sprechi. Forse mai come in questo periodo stiamo comprendendo la differenza tra l’utile, il
necessario e il superfluo. Il punto è che in un’ottica di rimodulazione del modello di business il punto di vista che conta non può essere il nostro, ma deve essere quello del cliente. Capire come si può essere utili al cliente,
anche a distanza, può fare la differenza tra il rimanere sul mercato o chiudere l’attività. Approfittando del rallentamento delle attività produttive, può essere utile un confronto interno, con i dipendenti, consulenti e più stretti
collaboratori, per avviare attraverso dei momenti di brainstorming e tecniche di business designer, processi di innovazione su prodotti e/o servizi o sul modello di business aziendale.

Anche nelle nostre aziende, la formazione e la consulenza direzionale sta ripartendo grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali, che ci permettono di essere presenti e utili anche a distanza. Anche se costretti a limitare la nostra operatività o in alcuni casi a addirittura a fermarci, i rischi devono essere circoscritti e pensare alla ripartenza.

 

I nuovi mantra: #Distantimauniti #iorestoacasa #tuttoandràbene

Alfonso Panzetta

 

Alfonso Panzetta, formatore, consulente e fondatore di Innova.Imprese, Cedfor e Scuola d’Impresa per Confartigianato, dopo aver maturato una significativa esperienza nell’ambito della consulenza sulle Micro e PMI sui temi del marketing, delle vendite e della consulenza manageriale si è specializzato in Business Innovation Managing al MIP la Business School del Politecnico di Milano. Oggi più che mai impegnato sui temi dell’innovazione all’interno del sistema Confartigianato. In particolare su come l’innovazione può diventare determinante per la crescita delle piccole e medie imprese.

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